Scarica il nuovo numero di tram11
Online il numero di Tram di giugno
Archiviato sotto Uncategorized
Mondiali di Nuoto: tribunale riesame conferma sequestro del Salaria Sport Village
Resta sotto sequestro il Salaria Sport Village. Il tribunale del riesame di Roma ha rigettato l’istanza dei difensori del legale rappresentante del centro, Giovanni Sotis. L’area era stata individuata per accogliere una delegazione di atleti che parteciperanno ai prossimi mondiali di nuoto. I giudici, presieduti da Vincenzo Gaetano Capozza, hanno cosi’ confermato i sigilli avvenuta il 25 maggio scorso su disposizione del gip Donatella Pavone su richiesta del pm Sergio Colaiocco. In quell’occasione il gip stabili’ che le piscine e servizi indispensabili, come gli spogliatoi, del Salaria Sport Village potranno essere comunque usati, per il periodo limitato ai mondiali di nuoto, se la commissione collaudi dara’ il via libera. Secondo l’accusa i beni sequestrati sarebbero abusivi e realizzati senza rispettare il piano urbanistico del comune di Roma. L’inchiesta vede indagato, per concorso in abuso edilizio, oltre a Sotis, anche il commissario straordinario per i mondiali, l’ingegnere Claudio Rinaldi.
Archiviato sotto Uncategorized
Online il numero di Tram di Maggio
Archiviato sotto Uncategorized
Mondiali nuoto: sequestro per il Salaria Sport Village
Lunedì 25 maggio i nodi vengono al pettine e il gip Donatella Pavone, su richiesta del pm Sergio Colaiocco, dispone il sequestro di gran parte delle strutture che il Salaria Sport Village stava costruendo sulla riva del Tevere, area classificata dal Piano regolatore come “agro-romano” e quindi non edificabile. La questione apre uno squarcio su una faccenda che la Giunta Alemanno ha più volte o sottovalutato o non ha voluto affrontare per tempo. Evidenti gli interessi, in alcuni casi trasversali rispetto agli schieramenti politici, che la faccenda si porta dietro. Lo schema è quello classico dei grandi eventi. Roma deve ospitare i Mondiali di nuoto 2009 e quindi si aprono le danze per l’allargamento di strutture private. Se in condizioni normali tali costruzioni non possono essere fatte, per vincoli urbanisti ed ambientali, con il Grande Evento tutto si può. O quasi. Questa volta il buon senso pare abbia avuto la meglio, ma si attende la chiusura delle indagini per sapere se le strutture del Salaria, ad esempio, debbano essere demolite o meno. Intanto, il caso Salaria Sport Village sta creando una sorta di effetto domino per quanto concerne le altre strutture sportive interessate dai mondiali. Ad esempio, la società Asd Larus Nuoto, vicina all’onorevole Fabio Rampelli (Pdl), fa sapere di non essere in grado di finire i lavori per i mondiali e di voler riconsegnare al Comune l’area all’interno del Comprensorio Tiburtino. Le costruzioni del centro sportivo di Settebagni vengono sequestrate perché ritenute dalla Procura abusive ed edificate contrariamente a quanto il piano regolatore della Capitale dispone. Un fatto evidente a tutti, anche alla nostra redazione, che difatti sin dal mese di gennaio conduceva un’inchiesta in tal senso, trovando la gran parte dei politici del Centrodestra silenti, sia a livello municipale che a livello comunale. Anzi, alcuni, come il presidente della Commissione mobilità di Roma, Antonello Aurigemma (Pdl), andavano dicendo come l’allargamento del Salaria fosse “un fiore all’occhiello per il nostro territorio”. Altri invece più cauti, come il presidente del IV municipio Cristiano Bonelli (Pdl), preferivano non proferir parola. Mentre il Pd del IV, allertato dal consigliere municipale Riccardo Corbucci, nel mese di febbraio, apparecchiava una conferenza stampa per denunciare la vicenda. A poco a poco la questione Salaria, ma non solo, si faceva conoscere dai cittadini, essendo giunte sulla notizia anche le cronache romane del Corriere della Sera e di Repubblica. E qui siamo arrivati a maggio inoltrato. Poi è stata la volta della magistratura che metteva sotto indagine il commissario delegato Claudio Rinaldi (succeduto il 13 giugno scorso al precedente commissario Angelo Balducci) e il legale rappresentante del Salaria, che dopo essersi rifiutato di rilasciarci un’intervista, sempre nel mese di gennaio, adesso dovrà rispondere alle domande del gip. Intanto rimane da chiedersi cosa ci fosse andato a fare al Salaria Sport Village il sindaco Alemanno, durante il suo tour nel IV municipio il 20 febbraio scorso. Ad oggi, i lavori al Salaria sono fermi, ma il Giudice ha deciso che se le due piscine e gli spogliatoi dovessero passare il collaudo, potranno essere usate. I nuotatori cinesi dovranno pur sapere dove potersi allenare. Quando si dice “italian style”.
Enrico Pazzi
I comitati occupano il Polo Natatorio di Ostia
Presente in aula Giulio Cesare, in occasione del consiglio comunale dedicato ai Mondiali di nuoto, un gruppo di aderenti ai comitati civici “Entroterra 13” e “Laboratorio Urbanistica Labur XIII”, da tempo impegnati nell’opposizione alla realizzazione del Polo natatorio sul litorale di Ostia. “Questa mattina abbiamo appoggiato l’occupazione dell’impianto in segno di protesta – afferma il vicepresidente del comitato “Entroterra 13” Paula De Jesus, prima di essere costretta ad abbandonare l’aula, dopo gli inviti al silenzio da parte del presidente del consiglio comunale Marco Pomarici. “Ogni impianto costa 15 milioni di euro e ci sono stati ribassi durante le aggiudicazioni delle gare d’appalto. Tutti i costi degli impianti pubblici sono coperti da soldi pubblici - dice la De Jesus – Gli impianti privati non è vero che sono finanziati dai privati, come ci dicono. Si spartiscono 100 milioni di euro del mutuo agevolato concesso a Fin. Anche questi sono soldi pubblici”. Le spese di costruzione del Polo sono lievitate da 15 a 27 milioni. “Come sono stati spesi questi soldi? – continua la De Jesus – chiediamo che gli impianti per i mondiali di nuoto vengano resi pubblici, a disposizione della cittadinanza”. Già, perché la delibera 335 del 2007 li definisce “pubblici, ma non a uso pubblico”. “Alemanno vuole scavalcare la magistratura – continua – si è costruito a 300 metri dal mare, in barba a qualsiasi piano regolatore”. Ad essere sotto accusa dunque la devastazione del litorale, lo sperpero di soldi pubblici e la mancata richiesta di oneri concessori. Un affare per il privato, al quale lo Stato avrebbe “regalato”, di fatto, una serie di strutture ricettive fronte mare. Stando all’avanzamento dei lavori che si rileva ad oggi, né la foresteria né le piscine del Polo di Ostia verranno utilizzate dagli atleti, visto che il termine per la consegna, fissato al 31 marzo, è stato disatteso e che a Ostia si svolgeranno solo 5 giorni di gare in mare.
Valeria Ferroni
Nell’aula Giulio Cesare si è discusso finalmente dei Mondiali di nuoto
“La priorità è garantire che tutto sia pronto per l’inizio di un evento che metterà Roma al centro del pianeta – dice il sindaco Gianni Alemanno nell’aula Giulio Cesare, aprendo il consiglio straordinario sui Mondiali di nuoto il 25 maggio scorso – senza entrare nel merito delle indagini della magistratura oggi occorre stabilire le priorità, sarà la Giunta a valutare dove sia possibile raggiungere intese senza il sequestro delle opere”. Sarà dunque il Campidoglio a fermare, con parere favorevole, concesso a posteriori, l’inchiesta della Procura sui lavori autorizzati e sull’operato del commissario Claudio Rinaldi. Quest’ultimo indagato per abuso edilizio, dopo aver approvato, senza la necessaria intesa con la Giunta comunale, l’ampliamento del Salaria Sport Village. Tanti i temi al centro del dibattito. In particolare l’opposizione ha chiesto certezza sui tempi di consegna delle opere e chiarezza sull’iter procedurale relativo alle autorizzazioni concesse agli impianti. Il dibattito, interrotto per l’assenza di molti membri della maggioranza e della Giunta, è poi terminato senza che fossero date risposte agli interrogativi. “L’Aula non è stata messa nelle condizioni di poter dare un giudizio sul percorso fin qui seguito – ha detto il consigliere Paolo Masini – il Pd non darà il via libera alla Giunta per stipulare intese con il commissario per le opere che derogano ai piani urbanistici”. Presente in aula anche Marco Bentivoglio, presidente della commissione Sport in IV Muncipio. “Oggi c’è tanto clamore, ma le autorizzazioni erano state date ai tempi di Veltroni. Comunque richiederemo gli atti per poter discutere e far chiarezza sulla vicenda del Salaria Sport Village”. Parla del centro sportivo di Settebagni anche il consigliere del Pd Fabrizio Panecaldo, “Avevamo segnalato che c’erano cose che non andavano il sequestro delle strutture sta a indicare che in quella zona si è persa l’occasione per fare altre cose oltre ai Mondiali”. “I colleghi del Pd devono aver dimenticato la lettera con la quale l’allora assessore Morassut chiedeva al commissario delegato di migliorare le proposte superando eventuali vincoli – dice il consigliere del Pdl Antonello Aurigemma. “Il sindaco e l’assessore all’Urbanistica avevano titolo per controllare queste opere e non l’hanno fatto – afferma il consigliere del Pd Dario Nanni – Governano Roma da più di un anno quindi avevano tutto il tempo per capire quello che succedeva. E’ mancata la capacità o la volontà. Soldi dati ai privati, opere infrastrutturali che non verranno fatte, interventi edificatori sproporzionati, soldi dati alla Protezione civile non si sa bene a quale titolo”.
Valeria Ferroni
Archiviato sotto Politica
Mondiali di nuoto: sequestrato il cantiere del Salaria Sport Village
Alla fine il sequestro è giunto. Preannunciato da un’indagine che vede indagati il Commissario delegato ai Mondiali di Nuoto Claudio Rinaldi e il Legale Rapresentante del centro sportivo di Settebagni Salaria Sport Village. Sequestro ad opera del Nucleo di Polizia giudiziaria dei vigili urbani e disposto dal gip Donatella Pavone, su richiesta del pm Sergio Colaiocco, titolare dell’inchiesta . Secondo chi indaga, i beni sequestrati, tra cui anche una piscina, sarebbero abusivi e realizzati senza rispettare il piano urbanistico del Comune di Roma. Domani intanto nell’ambito di questa inchiesta sarà sentito come persona informata sui fatti il sottosegretario alla protezione civile Guido Bertolaso. Per il mensile TRAM si tratta della prima grande soddisfazione, essendo stato nel gennaio scorso il primo ed unico giornale della Capitale (ed il secondo assieme all’Espresso a livello nazionale) a sollevare la questione circa il cantiere del Salaria che sorgeva sulla riva del Tevere, su agro-romano.
La Redazione
Archiviato sotto Cronaca, Uncategorized
Salducco e la politica dello struzzo
Benvenuto Salducco non cambia. Già anni fa, quando il sottoscritto, per conto del mensile del IV municipio La Quarta, fece un’inchiesta sui lavori presso l’Horus Club, Salducco diede grande prova di se stesso. Successe che chiamai l’allora Presidente del IV municipio Benvenuto Salducco per chiedergli cosa ne pensasse dei lavori che l’imprenditore della Tuo Discount, Antonino Faranda, stava facendo all’interno del teatro – Live club. Insomma, cosa ne pensava del fatto che stavano sfasciando un teatro per farlo diventare un supermercato in piena piazza Sempione? Benvenuto Salducco, con il suo fare ascetico, rispose che nulla sapeva, che nulla aveva sentito. Poco importa, perché due settimana dopo dall’inchiesta, il cantiere fu sequestrato. Oggi Benvenuto Salducco, nelle vesti di editore e direttore del Corriere di Montesacro, dà di nuovo prova della sua pratica dello struzzo. Nell’ultimo numero de Il Corriere di Montesacro, intervista il magnifico Simone Rossetti che, dopo aver rifiutato di concedere l’intervista a TRAM nel mese di dicembre 2008, va a dire la sua verità al Corriere di Montesacro cinque mesi dopo, con Salducco che titola “I mondiali di nuoto al Salaria Sport Village” e null’altro. Nessuna notizia delle indagini, nessun accenno alla faccenda del cantiere che rischia di essere sottoposto a sequestro. Che operazione è questa? Specie se condotta da una personalità che ha rivestito cariche politiche in IV e che riveste tutt’ora un ruolo nel Pd. Che politica persegue Salducco? Come si pone nei confronti di quella parte del Pd che ha denunciato il cantiere del Salaria? Salducco così non informa certo i cittadini del IV, visto che nel suo illuminato articolo salta alcuni fatti e passaggi. Al mondo d’oggi abbiamo poche certezze, Salducco però è una di queste. La testa ben piantata sotto la sabbia. La politica dello struzzo, appunto.
Enrico Pazzi
Archiviato sotto Politica
IV Municipio, Corbucci (Pd): “scaricati 100 mc di materiali di cantiere alla Serpentara”
“E’ di ieri la notizia che l’Ama ha scoperto a Roma oltre 600 aree di degrado utilizzate come discariche a cielo aperto. In IV Municipio nella zona compresa tra via Pacchiarotti, via Maldacea e via della Serpentara si sono scaricati in questi anni circa 100 mila metri cubi di materiali provenienti dalla demolizione di alcune caserme” lo dichiara Riccardo Corbucci, vicepresidente del consiglio del IV Municipio. “Tutta la zona utilizzata come discarica a cielo aperto è un’area di verde pubblico. Dal 2004 si è riempita una valletta attraversata dalla vecchia strada, di epoca romana, nota come via della Serpentara. Sulla vicenda i comitati di quartiere avevano già presentato un esposto alla procura della Repubblica ed al comando dei carabinieri per la tutela dell’ambiente” continua la nota.
“Questa mattina abbiamo compiuto un sopralluogo insieme ad alcuni cittadini e ci siamo resi conto della gravità della situazione. La valle, aperta a tutti, è diventata ormai una collinetta dove l’erba cresce con grande difficoltà. Dal terreno fuoriescono materiali di risulta quali cavi elettrici, tubi in ferro, plastica e persino residui di amianto. Nell’area esiste anche un manufatto abusivo nel quale vivono alcuni extracomunitari che si servono di un pozzo per recuperare l’acqua. La situazione è davvero insostenibile ed il tutto è avvenuto nel silenzio più totale delle Istituzioni. I cittadini presenteranno nei prossimi giorni un nuovo esposto, mentre noi chiederemo un consiglio straordinario ed urgente sulla questione” conclude la nota del vicepresidente Corbucci.
Archiviato sotto Uncategorized
Piazza Minucciano: Cristiano Bonelli fa l’immobiliarista, “O centro commerciale o appartamenti”
E’ curioso quanto sta succedendo nel quartiere di Nuovo Salario e più precisamente nei pressi di piazza Minucciano. Ai più attenti non può non far tornare alla mente ciò che avvenne circa due anni fa nella zona di Porta di Roma e Casale Nei. Secondo il Piano di recupero urbano(Art.11 legge 493/93), la zona compresa tra piazza Minucciano e la Stazione di Nuovo Salario subirà un processo di riqualificazione che da diversi anni è previsto sulla carta, ma che non è mai stato realizzato per i dubbi sollevati da molti cittadini e riportati agli amministratori delle passate giunte. I dubbi nascono dal fatto che la “riqualificazione” porterebbe alla cementificazione selvaggia della zona, con la nascita di altri 55 mila metri cubi di costruzioni nuove di zecca. Il progetto attuale prevedrebbe la costruzione dell’ ennesimo centro commerciale nel IV municipio, con gravi ripercussioni per i piccoli commercianti di zona, ma anche per i residenti. Tale scelta infatti aumenterebbe a dismisura la mole di traffico nel quartiere. In un incontro con i residenti del 7 maggio scorso, il Presidente Cristiano Bonelli (Pdl) ha voluto rassicurare i più dubbiosi, proponendo un eventuale cambio di destinazione d’uso da commerciale ad abitativo, scelta che, secondo il Bonelli stesso andrebbe incontro alle necessità del territorio e non danneggerebbe nessuna delle parti coinvolte. Sempre Monelli si è poi detto disponibile al dialogo con i cittadini, aperto alla partecipazione degli elettori e assolutamente possibilista su un eventuale cambiamento dell’ attuale progetto. Solo su un fatto ha precisato di non poter fare niente, dichiarando quasi sconsolato di avere le mani legate: la cementificazione è progettata e si farà. Tradotto vorrebbe dire: cittadini preparatevi ad una colata di cemento di 55 mila metri cubi. Potete solo scegliere se volete arricchire i proprietari del futuro centro commerciale o i palazzinari romani. Sembra strano che sia proprio l’attuale Presidente del IV Municipio a dichiarare di non poter far nulla contro una tale cementificazione ed addirittura a farsi promotore di un possibile cambio di destinazione d’uso. Lo stesso Bonelli che da consigliere di opposizione dichiarava riguardo la delibera 218, “E’ stato respinto quello che avevamo bollato come il piano regAlatore di Natale offerto dalla Giunta Veltroni ai costruttori romani a discapito dei cittadini” e, da minisindaco fresco di nomina, “Sono stato contro da consigliere di minoranza e non cambio la mia idea. Troppi i milioni di metri cubi in IV municipio. Noi abbiamo già dato, ora basta”. Evidentemente per i cittadini non era abbastanza. Ricordiamo Bonelli durante le sedute consiliari del dicembre 2007, pronto a dare battaglia contro il cambio di destinazione d’ uso di edifici già presenti a Porta di Roma, contro i facili guadagni dei costruttori, tanto da presentarsi in aula addirittura con un mattone al collo per manifestare la propria contrarietà. Oggi invece dichiara di non poter far nulla per bloccare un progetto presente solo su carta, ma di poter andare incontro ai cittadini usando gli oneri concessori derivanti dall’enorme guadagno di cui gioverebbero i palazzinari.
Emanuele Mancini
Archiviato sotto Uncategorized



